lunedì 29 novembre 2010

mercoledì 27 gennaio 2010

domenica 8 novembre 2009

Banda larga elettrica in ritardo: Qualcuno non vuole un popolo informato

La tecnologia c'è, in altri Paesi migliaia di utenti possono avere Internet veloce anche se non coperti da ADSL, in Italia i fondi vanno al già vecchio digitale terrestre.

Il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola si rivolge al premier Silvio Berlusconi chiedendo di sbloccare i fondi già previsti per la realizzazione della rete internet veloce. Non possiamo condannare l'Italia di domani a scontare ritardi infrastrutturali.
I fondi che il Governo dovrebbe stanziare per colmare il digital divide, portando Internet a 20 Mb al 96% della popolazione ancora non ci sono. Sappiamo che ogni euro investito nella banda larga ne produce almeno due di aumento di attività economica e di Pil. Il paese non può rimandare questi interventi e condannare l'Italia di domani a pagarne il conto.



Il settore in Italia è vittima di un paradosso, quindi: la tecnologia è già pronta, ottimale per superare il digital divide anche grazie al Wi-Fi; ma la volontà di dei politici e degli imprenditori impedisce di metterne in atto le potenzialità. Da noi Enel è insieme il principale proprietario della rete e il massimo produttore di energia è non dovrebbe campare scuse e spiegare quali sono le ragioni dei ritardi accumulati, in modo da convincerci che qualcuno non trami impedimenti al processo di liberalizzazione e di verità che la rete sta portando in tutti i paesi.


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venerdì 6 novembre 2009

Silvio Berlusconi risponde alle 10 domande di "La Repubblica" - domande - risposte



Silvio Berlusconi risponde alle domande formulate da "La Repubblica" sul caso Noemi nel libro di Bruno Vespa. Ci sono voluti sei mesi per ottenere delle risposte. Prendiamo atto che sono arrivate anche se in modo ambiguo, nel libro prodotto da una delle sue case editrici, la Mondatori. Dunque si mette nelle mani di un suo dipendente con risposte ovattate, protette, in un habitat confortevole, domande su misura riformulate dal presentatore di Porta a Porta.

L'uso di eludere il contraddittorio da parte del Premier non durera per molto verrà spazato via dalla rete. Siamo agli antipodi di un regime della cumonicazione. Rimane una domanda semplice signor Presidente del Consiglio: qual'è la ragione che non le pormette di dire la verità ai cittadini del suo paese?

LE RISPOSTE DI SILVIO BERLUSCONI

1) Quando ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia? Quante volte ha avuto modo di incontrarla e dove? Ha frequentato o frequenta altre minorenni?

«Non avuto alcuna relazione con la signorina Noemi e a riguardo si sono dette e scritte soltanto calunnie», ribadisce subito il premier, stoppando così la polemica nata per la sua partecipazione alla festa di Casoria, organizzata per festeggiare i suoi diciotto anni. Vespa, tra l’altro, ricorda che il libro «ricostruisce le quattro occasioni in cui il presidente del Consiglio ha detto di aver visto la ragazza napoletana, sempre in presenza di altre persone». A seguito del clamore mediatico, la moglie del capo del governo, Veronica Lario, annunciò la richiesta di divorzio.

2) Qual è la ragione che l’ha costretta a non dire la verità per due mesi, fornendo quattro versioni diverse per la conoscenza di Noemi?

In Donne di cuori non vi sarebbe alcuna risposta a riguardo. Non si sa se Vespa abbia o no formulato questa domanda.

3) Non trova grave che lei abbia ricompensato con candidature e promesse di responsabilità le ragazze che la chiamano “papi”?

«Non posso trovare grave ciò che non esiste. Ho proposto incarichi di responsabilità soltanto a donne con un profilo morale, intellettuale, culturale e professionale di alto livello». Un punto fermo, questo, rilanciato più volte, a onor del vero, anche durante la campagna elettorale per le elezioni Europee.

4) Lei si è intrattenuto con una prostituta la notte del 4 novembre 2008. Sono decine le “squillo”, secondo le indagini, condotte nelle sue residenze. Sapeva fossero prostitute?

«Sulla D’Addario debbo ribadire che c’era una cena con molte persone organizzata dalle militanti dei club “Forza Silvio” e “Meno male che Silvio c’è”. All’ultimo momento ci si infilò anche Tarantini con due sue ospiti». (in una precedente anticipazione del libro, il Cavaliere aveva risposto così).

5) È capitato che “voli di Stato” senza la sua presenza a bordo, abbiano condotto nelle sue residenze le ospiti delle sue festicciole?

«La magistratura ha già archiviato la pratica al riguardo ed io non ho mai utilizzato “voli di Stato” in modo non lecito», è la replica affidata al conduttore di Porta a porta, che ricorda come il presidente del Consiglio «fu anche sospettato di aver messo a disposizione di persone invitate alle sue cene in Sardegna aerei di Stato senza la sua presenza». E poi, aggiunge Berlusconi, «ho cinque aerei privati che posso utilizzare in qualunque momento».

6) Può dirsi certo che le sue frequentazioni non abbiano compromesso gli affari di Stato? Può rassicurare il Paese che nessuna donna, sua ospite, abbia oggi in mano armi di ricatto?

«La risposta vale per oggi come per il passato, in quanto io non mi sono mai lasciato ricattare da nessuno, né mi sono mai comportato in modo per cui un simile evento si potesse verificare. Quando nei miei confronti sono state avanzate richieste che secondo il giudizio mio e dei miei legali si configuravano come ricattatorie (vedi il caso Zappadu, ndr), mi sono immediatamente rivolto all’autorità giudiziaria». Tanto per essere chiari, come già fatto trapelare martedì, «nessuno dispone di “armi di ricatto” nei miei confronti».

7) Le sue condotte sono in contraddizione con le sue politiche: lei oggi potrebbe ancora partecipare al Family Day o firmare una legge che punisce il cliente di una prostituta?

Anche in questo caso, come al punto 2, il quesito rimane al momento inevaso. Non si sa se il giornalista abbia o no formulato una domanda simile.

8) Lei ritiene di potersi ancora candidare alla presidenza della Repubblica? E, se lo esclude, ritiene di poter adempiere alla funzione di presidente del Consiglio?

«Non ho mai pensato di candidarmi alla presidenza della Repubblica», riferisce Berlusconi, pronto invece a rilanciare il nome del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, come avvenuto più volte in passato. «Come molti ricorderanno - prosegue nel corso dell’intervista per il libro di Vespa - ho ripetutamente indicato a titolo di suggerimento, affinché dal Parlamento possa essere compiuta la scelta migliore, un candidato che ritengo sia il migliore in assoluto».

9) Lei ha parlato di un «progetto eversivo» che la minaccia. Può garantire di non aver usato né di voler usare intelligence e polizie contro testimoni, magistrati, giornalisti?

«I violenti attacchi contro di me, sempre avulsi da ogni attinenza alla realtà e frutto solo di preconcetta ostilità, sono sotto gli occhi di tutti. Ma non ho certo mai pensato di impiegare queste risorse contro alcuno. Solo menti distorte e disoneste possono pormi una simile domanda, immaginandosi comportamenti che probabilmente sarebbero i loro se si trovassero al mio posto».

10) Alla luce di quanto emerso in questi mesi, quali sono, signor presidente, le sue condizioni di salute?

«A questa domanda rispondono i fatti. Da quella data a oggi le mie condizioni di salute, a parte un fastidioso torcicollo ormai debellato e la scarlattina che ho avuto a fine ottobre, sono infatti quelle che mi hanno permesso di proseguire e completare sedici mesi di fittissimi impegni, che per brevità così riassumo: 170 incontri internazionali, 25 vertici multilaterali, 9 vertici bilaterali, 80 conferenze stampa, 66 consigli dei ministri, 91 interventi e discorsi pubblici a braccio. Cosa avrei fatto se non fossi stato ammalato?».

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