La tecnologia c'è, in altri Paesi migliaia di utenti possono avere Internet veloce anche se non coperti da ADSL, in Italia i fondi vanno al già vecchio digitale terrestre.
Il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola si rivolge al premier Silvio Berlusconi chiedendo di sbloccare i fondi già previsti per la realizzazione della rete internet veloce. Non possiamo condannare l'Italia di domani a scontare ritardi infrastrutturali.
I fondi che il Governo dovrebbe stanziare per colmare il digital divide, portando Internet a 20 Mb al 96% della popolazione ancora non ci sono. Sappiamo che ogni euro investito nella banda larga ne produce almeno due di aumento di attività economica e di Pil. Il paese non può rimandare questi interventi e condannare l'Italia di domani a pagarne il conto.
Il settore in Italia è vittima di un paradosso, quindi: la tecnologia è già pronta, ottimale per superare il digital divide anche grazie al Wi-Fi; ma la volontà di dei politici e degli imprenditori impedisce di metterne in atto le potenzialità. Da noi Enel è insieme il principale proprietario della rete e il massimo produttore di energia è non dovrebbe campare scuse e spiegare quali sono le ragioni dei ritardi accumulati, in modo da convincerci che qualcuno non trami impedimenti al processo di liberalizzazione e di verità che la rete sta portando in tutti i paesi.
Il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola si rivolge al premier Silvio Berlusconi chiedendo di sbloccare i fondi già previsti per la realizzazione della rete internet veloce. Non possiamo condannare l'Italia di domani a scontare ritardi infrastrutturali.
I fondi che il Governo dovrebbe stanziare per colmare il digital divide, portando Internet a 20 Mb al 96% della popolazione ancora non ci sono. Sappiamo che ogni euro investito nella banda larga ne produce almeno due di aumento di attività economica e di Pil. Il paese non può rimandare questi interventi e condannare l'Italia di domani a pagarne il conto.
Il settore in Italia è vittima di un paradosso, quindi: la tecnologia è già pronta, ottimale per superare il digital divide anche grazie al Wi-Fi; ma la volontà di dei politici e degli imprenditori impedisce di metterne in atto le potenzialità. Da noi Enel è insieme il principale proprietario della rete e il massimo produttore di energia è non dovrebbe campare scuse e spiegare quali sono le ragioni dei ritardi accumulati, in modo da convincerci che qualcuno non trami impedimenti al processo di liberalizzazione e di verità che la rete sta portando in tutti i paesi.
Siamo tutti d'accordo non vogliono dare internet veloce e a basso costo agli italiani perchè internet non mente è un mezzo libero e loro lo temono.
RispondiEliminacertamente i giornali possono controllarli internet no per cui ritardano per decidere come affrontare il problema che gli affonderà tutti
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